Credete e vi sarà dato


Noi tutti crediamo in qualcosa, è un dato di fatto. Ma credere è, senza ombra di dubbio, la più importante dinamica di controllo delle masse che il genere umano abbia mai messo a punto. Il vecchio e sempre valido “divide et impera”, si basa proprio su questo.
Per dividere le persone, infatti, occorre che esse credano in qualcosa. Poco importa se si tratti di una religione, di un’ideologia, di un partito politico o addirittura di una squadra di calcio, o di un campione dello sport, dell’arte o della cultura.
L’importante è che noi crediamo. Io credo nell’amore, ad esempio, credo in Dio (una versione molto personale, a dire la verità), ma anche nella tecnologia, nel complesso mondo del digitale, in un progresso sostenibile, nelle energie rinnovabili, nella giustizia sociale e in molte altre cose, tra cui l’A.S. Roma.
Non è un male, credere in qualcosa, sia chiaro. Il problema è capire che questo non è necessariamente un bene, se non si è disposti a credere in modo critico, piuttosto che per fede cieca e per dogmi. Chi crede così non sarà mai libero, ma sarà sempre un cane alla catena di chi avrà il potere di influenzare il suo credo e di strumentalizzarlo. Perché è questo che avviene. Succede con le religioni, con la politica, con lo sport, con la cultura. Qualsiasi cosa in cui noi crediamo è un guinzaglio che ci mettiamo al collo, in cambio di qualche avanzo da mangiare e di un tetto per ripararci quando piove, finché accettiamo la legge del padrone.
Una dinamica, quella del credere, in cui noi tutti siamo vittime e carnefici, a seconda della parte della barricata in cui di volta in volta ci troviamo. Sul lavoro, ad esempio, siamo carnefici quando imponiamo il nostro credo ai clienti, convincendoli di quanto siano buone le nostre tesi e di quanto siano validi i nostri prodotti e servizi.
Ecco perché chi compra deve sempre avere molte informazioni su chi vende e su cosa gli propone. Credere non deve mai essere un atto di fede, ma di fiducia e di capacità di valutazione e di discernimento. Credo perché ho tutte le informazioni necessarie per farlo, non perché sono in soggezione o perché è comodo, farsi poche domande e provare.
Quando una persona, un’idea, un servizio, un prodotto o qualsiasi altra cosa bussano alla vostra porta, dunque, lasciate da parte la fede e prendetevi tutto il tempo per informarvi, per comprendere e per valutare. Ne va della vostra libertà e della vostra dignità, non soltanto dei vostri soldi e del vostro lavoro.
Credete e vi sarà dato; ragionate e avrete gli strumenti per ottenere quello che vi occorre e per scegliere nel modo giusto, senza affidarvi alla “lotteria della fede” e senza essere schiavi di nessuno.
P.S. Ovviamente ciò vale anche per i miei #pensierisparsi, primo tra tutti questo.
Foto: pixabay.com

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