Linguaggio di genere: una battaglia da vincere, senza fretta e con meno vittime possibile
Alert: mansplaining! Quelle che seguono sono le opinioni, personali e ovviamente non vicolanti, di un uomo di (abbondante) mezza età, felicemente sposato, senza figli, bianco, moderatamente agiato 1 e profondamente disgustato da molteplici aspetti del pluriennale dibattito sul linguaggio di genere e sulla declinazione al femminile di professioni, mestieri e titoli. Opinioni che non hanno alcuna pretesa e che non hanno l'obiettivo di offendere o di accusare nessun*, ma semplicemente l'ambizione di stimolare ulteriori riflessioni su un argomento complesso e troppo di tendenza, per non produrre molto rumore di fondo e strumentalizzazioni di ogni genere. Stavo portando avanti un lungo e improduttivo scambio al riguardo, sui social, quando è imperversata sul palco del Festival di Sanremo la roboante opinione di Beatrice Venezi, che ha sollevato un incredibile vespaio di polemiche e deluso molt*. Chiarisco immediatamente: sono perfettamente consapevole che, non soltanto dal punto...