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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Stop Using Sex as a Weapon !

Oggi la sparo grossa. E premetto, non sono mai stato e mai andrò con una prostituta, suppongo, né ho mai tradito le mie donne, altra cosa che per mia natura non farò mai.

Però una cosa mi sento di dirla. Vorrei una società in cui il sesso fosse decisamente ridimensionato e sdoganato. Vorrei una società, ad esempio, in cui le coppie non si sfasciassero più perché lui o lei hanno bisogno di qualcosa di più, di meglio o di diverso, quando si tratta di sesso.

E vorrei una società in cui l'ipocrisia, la menzogna e tutto quel sottobosco di squallore collegato alla sfera del sesso fossero distrutti da un modo nuovo e semplice di considerare questo aspetto della nostra vita.

Rispetto appieno tutti i credenti, di qualsiasi religione, che considerano il sesso parte del loro precetto religioso e che in quella dimensione lo gestiscono e lo praticano (purché in accordo con il proprio partner, ovviamente), ma per tutti gli altri, quelli che fanno le cose di nascosto e che creano casini inenarra…

Sulla gente che si accalora in rete...

Continuo a vedere gente che si accalora, in rete. Gente che si arrabbia, che  grida allo scandalo, che contesta, che critica. Gente che proprio non ce la fa, a farsi la sua vita (aka i cazzi propri) e a lasciar campare gli altri, a lasciare che facciano le proprie cose come meglio credono, fintanto che esse non vengano a nuocere.

Se guardo con maggiore attenzione, però, mi accorgo che, nella stragrande maggioranza dei casi, il problema di fondo è tutto qui: questi personaggi si arrabbiano, criticano, puntano il dito e si scaldano perché si sentono minacciati, perché temono chissà quale pericolo o addirittura perché soffrono, per quello che gli altri sono, pensano o fanno.

Soffrono maledettamente e, quasi sempre, fanno la sola cosa che non dovrebbero mai fare: salgono sullo scranno della loro coscienza saldissima, valutano, giudicano, emettono il loro verdetto e poi chiedono l'appoggio degli altri, per avvalorare il loro giudizio, per sentirsi forti della loro intransigenza, di un…

Quel senso di vuoto quando non ci sei

Quel vuoto assoluto, quando non ci sei, e nel niente il silenzio della TV, che diventa surreale, insopportabile, spaventoso e assordante. È il nulla. Il senso che arretra impaurito e svanisce dissolvendosi, come la nebbia che sale implacabile in quei vecchi film  che finiscono con il suono struggente di un pianoforte che vomita noia e sgomento. Durano ore i minuti, quando non ci sei, e i secondi sono granelli di sabbia bagnata, incastrati in mezzo alla clessidra, che mi scrutano e mi prendono in giro, mentre mi rotolo sul divano deserto. Lo perdi per strada, un po', il senso dell'uno, quando sei in due per davvero. Quando la metà della mela, che finalmente hai trovato, diventa due terzi, o tre quarti o tutto quello che conta, che il resto è poco più che qualcosa. Mi assento, mi estraneo, abbandono il mio corpo al rituale dell'attesa, all'ascolto dei tuoi passi sulle scale, alla chiave nella serratura che ti separa dalla mia follia e dalla smania che sai...