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Essere o Avere? Ostentare. Apparire e ostentare...

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L'era dei social media dimostra sostanzialmente una cosa: l'aberrante tensione all'avere dei nostri padri e dei nostri nonni, ha lasciato in eredità un altrettanto smodato bisogno di essere, degenerato nell'apparire e nell'ostentare. Eccolo dunque, il mostro del nostro tempo: l'ibrido avere/essere, che ha generato prima "avere per essere" e poi "ostentare per essere". Avere è oggi sottinteso, lo diamo in un certo senso per scontato. E' ancora un prerequisito fondamentale per l'idea moderna di essere, ma non è più centrale, perché il focus è ora sull'apparire, che di certo l'avere semplifica. Apparire, ostentare, mostrarsi. Drammatico retaggio dell'era della TV, se non appari, giorno dopo giorno e ogni giorno con un nuovo numero da esibire, semplicemente non sei. Non esisti. Eccolo, il lato oscuro dei media sociali (uno tra i tanti, in verità). #pensierisparsi

Essere o usare

Le persone esistono per essere amate. Le cose esistono per essere usate. Se c’è tanto caos in questo mondo, è perché le cose vengono amate e le persone vengono usate, come se fossero oggetti. Ma c'è differenza tra un essere umano e una cosa inanimata. Tra un essere vivente e un oggetto senza vita e senza anima. Non sono cose le piante, nonni lo sono gli animali. Non l'acqua, non il fuoco né la terra, che subisce in silenzio le nostre violenze e ci lascia vivere, che di uccidere non è capace. E dunque l'uomo deve oggi scegliere se ricominciare ad essere o se continuare a usare e ad abusare, sperando che la punizione arrivi tardi e sia mite.

Mangiatevi i soldi, se ci riuscite

Mangiare troppo uccide. Anche fare troppo sesso, può uccidere. Si dorme in un solo letto per notte, sotto un solo tetto, ma la gente vuole molto più di quello che gli serve. Per questo hanno inventato i soldi, perché di quelli se ne può avere quanti si riesce e al di là di ogni bisogno, di qualunque necessità. I soldi non fanno mai male a chi li possiede e non c'è limite al desiderio di possederne. Essi non hanno odore nè colore, sono come l'aria, gonfiano i conti correnti come fossero polmoni, permettendoti di correre, di volare, di avere tutto quel che vuoi. Tutto diventa un prezzo, dunque, da quello che serve per vivere al superfluo più indecente e a decidere è la mano invisibile del mercato, non la giustizia, o la logica o la dignità. Tutto ha un prezzo, anche la vita di chi subisce il rovescio della medaglia di questo sistema. Le merci riempiono i magazzini di chi può permettere di acquistarle. Per tutti gli altri c'è la povertà e la fame. Perché ...