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Sul grande inganno del Messia

Mi spiace urtare la sensibilità di chi crede, e davvero non è quello che vorrei, ma sento il bisogno di esprimere qualcosa che sento forte in me.

Se c'è una cosa che vorrei davvero fare, a questo mondo, è favorire un cambiamento, testimoniare la mia sincera aspirazione verso un nuovo corso, un modello di sviluppo equo, sostenibile, durevole.

Non credo nelle teorie del complotto, ma non posso negare di essere convinto che in tutta la storia che conosciamo, chi ha detenuto il potere lo ha fatto sfruttando dinamiche simili e via via sempre più collaudate. Divide et impera, ad esempio.

Oppure la grande menzogna del Messia. Il Salvatore, l'uomo della provvidenza. Per noi cristiani quel Messia era Gesù, il Cristo, l'unto del Signore. Colui che con la morte salvò l'umanità dal peccato originale, rendendo possibile una nuova alleanza con Dio.

Un uomo solo, il Dio incarnato, al tempo stesso Padre, Figlio e Spirito Santo, che si immola secondo le scritture e riscatta l'uomo, lavando via il peccato mortale compiuto da Adamo e riconciliandolo con Dio.

Lo ammetto, la favola di Adamo ed Eva non mi ha mai convinto, così come le sue varie interpretazioni. Non credo nel peccato originale e non credo nella missione messianica di Gesù.

Credo fortemente nel suo messaggio, invece. Credo nella sua visione e nel senso più genuino della storia che ci è stata raccontata su di lui. Un messaggio che sconfessa in molti modi, l'immagine del Messia che ci è stata tramandata.

Gesù credeva nella rete, nella forza delle persone di cambiare se stesse e il mondo, con la grande energia dell'Amore e della solidarietà. "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini", disse ai suoi.

Non ho idea di quanto la sua storia sia stata strumentalizzata e per molti versi addirittura mistificata, da chi nei secoli l'ha tramandata.

Ma di una cosa sono certo: Gesù era un grande trascinatore, aveva un grande carisma, ma lo ha usato per creare un movimento, non per esserne il leader o il condottiero. Non per essere il Messia.

Perché il Messia, secondo me, è una leggenda creata ad arte per dominare i popoli e per focalizzare la loro attenzione sul leader, sul capo, sull'uomo in grado di guidarli e di dominarli. Cosa che in molti hanno fatto e continuano a fare.

Oggi, a distanza di oltre duemila anni dalle vicende umane di Gesù, aspettare il Messia è ancora l'atteggiamento più diffuso tra milioni di persone.

E nel tempo ne individuiamo ancora a migliaia e in tutti i settori. Ne subiamo il fascino, ne sentiamo la necessità. Da Kennedy a Obama, da Mussolini a Berlusconi, da Pelè a Maradona, waiting for Godot è nel nostro DNA. Ma lo è per natura o per cultura?

Io credo sia soprattutto un fatto culturale. Un retaggio. Cerchiamo il Messia e di volta in volta lo incoroniamo, aspettandoci da lui veri e propri miracoli. Che ogni volta non arriveranno, perché forse gli stessi prodigi attribuiti a Gesù nelle scritture non sono da prendere proprio alla lettera, bensì da interpretare.

Ma non è questo il punto. Io non ci credo ai miracoli, ma voi credete pure in quello che volete. Ma vi prego: smettetela di aspettare il Messia, perché il mondo lo si cambia soltanto tutti assieme, se è questo che volete davvero.

Cosa di cui inizio seriamente a dubitare...
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