Passa ai contenuti principali

Sugli effetti della corruzione

I Il problema di un sistema che non funziona, come quello rappresentato dal capitalismo estremizzato che domina oggi il mondo, è che per tenerlo in piedi occorre un volano talmente poderoso da costituire esso stesso un pericolo e un limite invalicabile.

All'inizio tutto era semplice. C'era lo stato e c'erano le istituzioni locali ad assicurare i servizi di base. La scuola, la sanità, i servizi essenziali erano pubblici e si pagavano con le tasse. Per il resto c'era il privato, le aziende, che si interfacciavano con le istituzioni e con i cittadini e facevano business secondo le regole del mercato, della concorrenza e delle leggi.

Poi, negli anni, l'equilibrio tra pubblico e privato, tra gli interessi di tutti e quelli di pochi, si è perso in un oceano torbido e pieno di insidie, in cui la corruzione ha preso il sopravvento e il capitalismo "ingenuo e sano" del secolo scorso si è trasformato in una belva che tutto divora.

Complice la politica, sempre più svenduta, pochi capitalisti senza scrupoli hanno preso il sopravvento su miliardi di cittadini inermi, che da persone si sono trasformati in contribuenti e consumatori, da spremere senza alcun riguardo.

Le tasse, che un tempo servivano almeno a garantire l'illusione che i costi dei servizi potessero essere coperti, oggi bastano appena per coprire i costi della corruzione, mentre servizi e infrastrutture vanno in malora giorno dopo giorno.

Perché non c'è modo di coprire i costi di quel volano aberrante. Immaginate un aereo con quattro turbine. Per volare esse debbono garantire una determinata potenza, ma le leggi di un mercato fuori controllo pretendono che ogni anno eroghino un 10% in più, fino a che esse finiscano per staccarsi dalle ali e schizzare via da sole, come razzi.

È questo che è successo al sistema. Per farlo funzionare è stato drogato, pompato di persone, soldi, cemento, merci e speculazioni di ogni genere, che lo hanno portato ad essere del tutto fuori controllo.

Globalizzazione, finanza speculativa e il mare di problemi che esse hanno generato, bloccano oggi il sistema, determinando quel mostro invincibile che chiamiamo crisi.

Quell'inutile ammasso di cose, oltre a produrre utili solo per pochissimi, hanno regalato all'umanità inquinamento, disastri ecologici, problemi sanitari, e molto altro. Costi per la collettività che sono guadagni ingentissimi per pochi.

Non c'è nulla di lontanamente sostenibile,  nel modo in cui viviamo. Siamo tutti molto al di sopra della soglia minima di sostenibilità, ma c'è una piccola fetta di persone che vive a livelli aberranti, inimmaginabili e criminali, prima ancora che immorali.

Ecco perché non risolveremo mai nulla, per via politica. Perché nessun amministratore locale, per corretto che sia, potrebbe oggi sistemare le cose.

Il problema è sovranazionale, globale. Ed è un problema di modello, che solamente i cittadini possono tentare di rovesciare, imparando a spendere meglio e ad opporsi con forza.

Certo, questa è un'utopia. Ma anche il capitalismo lo è, pur dominandoci da secoli...  È davvero arrivata la fine dei tempi, la resa dei conti, il momento in cui occorre decidere da che parte stare, assumendocene le responsabilità e i rischi.

Voi da che parte state?

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Pochi metri, pochi attimi, poca maledetta paura

A mente fredda e nel giorno in cui a Marsiglia un'altra automobile provoca morte e dolore tra la gente, provo a tornare con un filo di lucidità sui fatti del 17 agosto a Barcellona. Quando quel furgone si è lanciato sulla gente che passeggiava sulla Rambla, intorno alle 17 di un pomeriggio d'estate come tanti, io mi ero da poco spostato a circa un chilometro più in là, davanti a Casa Batlló, uno dei capolavori di Antoni Gaudí. Abbastanza lontano per non sentire le urla e per non vedere il sangue, ma tuttavia non al sicuro, come nei minuti e nei giorni successivi ho lentamente capito.

Seduto su una panchina con mia moglie e un'amica, siamo stati catturati dalle sirene spiegate dei Mossos D'Esquadra, la polizia catalana, da quelle delle ambulanze e dal rumore degli elicotteri che hanno iniziato a sorvolare la zona, indicandoci chiaramente che qualcosa stava andando storto, nelle vicinanze.


Abbiamo allora aperto Twitter e siamo riusciti a capire che ci doveva essere stat…

La differenza tra il bene e il male

Il male è facile da riconoscere, nella maggior parte dei casi. E se anche non lo riconosci, prima o poi si manifesta per quello che è, soltanto raramente quando è troppo tardi per affrontarlo in qualche modo.

Più difficile è il bene, nelle sue molteplici sfumature, nella sua incapacità di essere davvero universale e infinito. No, il bene è quasi sempre una creatura mortale, delicata e imperfetta come tutti noi e per questo incapace di essere il bene di tutti, senza che ci sia l'impegno e la volontà di ciascuno per tenerlo vivo e acceso.

Assomiglia alle lucine degli alberi di Natale, il bene. Funziona se tutte le lampadine restano legate tra loro e brillano all'unisono o ad intermittenza. Ma se una si rompe, è più che probabile che tutta la catena smetta di funzionare o che anche le altre inizino ad avere problemi, una dopo l'altra.

Ecco la differenza tra il male e il bene: il primo vive di pura individualità, è universale e spavaldo, ma da solo prima o poi è destinato ad es…

Che cos'è l'Amore

È difficile capire cosa sia davvero l'Amore, perché il genere umano ha grandissime difficoltà a comprendere la sua natura, nonostante l'uomo ne discenda in modo diretto. La sola cosa che riusciamo ad intuire, nella maggior parte dei casi, è che esso ci fa stare bene e che non possiamo farne a meno.

Questo lo sappiamo per esperienza diretta, perché è semplice per noi capire quali siano le cose che ci fanno stare bene e di cui crediamo di non poter fare a meno; quasi tutte le altre, però, sono oggetti, beni materiali o comunque qualcosa che possiamo procurarci, magari tirando fuori un po' di soldi dalle tasche. Cose che quasi sempre riguardano noi soltanto e che non richiedono nessuno sforzo per funzionare.

L'Amore è tutt'altra cosa.

Esso non riguarda noi soltanto, non possiamo comprarlo e nemmeno fabbricarlo, perché l'Amore è una potentissima forma di energia che si genera nello scambio, nella relazione, in un flusso costante di dare e avere in cui questa ener…