Passa ai contenuti principali

Ancora sulla menzogna della Crisi

Sapete cos'è la crisi, secondo me? La faccio semplice, forse troppo, ma io credo davvero che essa sia il risultato di una scelta lucida, di una strategia.

Avete presente quelle "belle" riunioni internazionali che fanno periodicamente organizzazioni o gruppi di potere come il Bilderberg?

Ecco, sono convinto che in una di esse, qualche anno fa, quei signori si siano accordati su un obiettivo molto semplice: d'ora in avanti col lavoro e col business non si arricchisce più nessuno!

Estremamente semplicistico, lo dico chiaramente e a scanso di qualsiasi equivoco. Ma non è successo proprio questo, da quando la logica del "low cost" si è imposta a livello globale? Non è questo che ha determinato la GDO (grande distribuzione organizzata)? Non è questa la conseguenza di  una serie di scelte e di "liberalizzazioni" che hanno di fatto ucciso il lavoro e distrutto il mercato?

Ecco, la crisi è questo, tra mille altri fattori. Grossi gruppi multinazionali che fanno cartello e che controllano i prezzi, tenendoli talmente bassi da non rendere possibile alle piccole e medie realtà imprenditoriali di "starci dentro", di guadagnare dal proprio lavoro.

E governi compiacenti, che ci mettono del loro tassando oltre ogni logica, facendo crescere il costo del lavoro a livelli insostenibili e lasciando libero il campo alle multinazionali e ai signori dell'economia e della finanza, legiferando in modo compiacente e irresponsabile.

Le conseguenze? Quelle che vediamo ogni giorno. Una crisi stagnante e perdurante che rende tutto instabile e insicuro, che toglie qualsiasi certezza, che rende le nazioni fragili e i popoli incapaci di autodeterminarsi.

E che rende il malaffare e la criminalità le uniche "imprese" in grado di guadagnare, al di fuori di qualsiasi legge o accordo nazionale o sovranazionale. Ecco cosa ci hanno fatto, ed ecco cos'è la crisi, se la vogliamo vedere in modo molto semplicistico.
Posta un commento

Post popolari in questo blog

Pochi metri, pochi attimi, poca maledetta paura

A mente fredda e nel giorno in cui a Marsiglia un'altra automobile provoca morte e dolore tra la gente, provo a tornare con un filo di lucidità sui fatti del 17 agosto a Barcellona. Quando quel furgone si è lanciato sulla gente che passeggiava sulla Rambla, intorno alle 17 di un pomeriggio d'estate come tanti, io mi ero da poco spostato a circa un chilometro più in là, davanti a Casa Batlló, uno dei capolavori di Antoni Gaudí. Abbastanza lontano per non sentire le urla e per non vedere il sangue, ma tuttavia non al sicuro, come nei minuti e nei giorni successivi ho lentamente capito.

Seduto su una panchina con mia moglie e un'amica, siamo stati catturati dalle sirene spiegate dei Mossos D'Esquadra, la polizia catalana, da quelle delle ambulanze e dal rumore degli elicotteri che hanno iniziato a sorvolare la zona, indicandoci chiaramente che qualcosa stava andando storto, nelle vicinanze.


Abbiamo allora aperto Twitter e siamo riusciti a capire che ci doveva essere stat…

La differenza tra il bene e il male

Il male è facile da riconoscere, nella maggior parte dei casi. E se anche non lo riconosci, prima o poi si manifesta per quello che è, soltanto raramente quando è troppo tardi per affrontarlo in qualche modo.

Più difficile è il bene, nelle sue molteplici sfumature, nella sua incapacità di essere davvero universale e infinito. No, il bene è quasi sempre una creatura mortale, delicata e imperfetta come tutti noi e per questo incapace di essere il bene di tutti, senza che ci sia l'impegno e la volontà di ciascuno per tenerlo vivo e acceso.

Assomiglia alle lucine degli alberi di Natale, il bene. Funziona se tutte le lampadine restano legate tra loro e brillano all'unisono o ad intermittenza. Ma se una si rompe, è più che probabile che tutta la catena smetta di funzionare o che anche le altre inizino ad avere problemi, una dopo l'altra.

Ecco la differenza tra il male e il bene: il primo vive di pura individualità, è universale e spavaldo, ma da solo prima o poi è destinato ad es…

Che cos'è l'Amore

È difficile capire cosa sia davvero l'Amore, perché il genere umano ha grandissime difficoltà a comprendere la sua natura, nonostante l'uomo ne discenda in modo diretto. La sola cosa che riusciamo ad intuire, nella maggior parte dei casi, è che esso ci fa stare bene e che non possiamo farne a meno.

Questo lo sappiamo per esperienza diretta, perché è semplice per noi capire quali siano le cose che ci fanno stare bene e di cui crediamo di non poter fare a meno; quasi tutte le altre, però, sono oggetti, beni materiali o comunque qualcosa che possiamo procurarci, magari tirando fuori un po' di soldi dalle tasche. Cose che quasi sempre riguardano noi soltanto e che non richiedono nessuno sforzo per funzionare.

L'Amore è tutt'altra cosa.

Esso non riguarda noi soltanto, non possiamo comprarlo e nemmeno fabbricarlo, perché l'Amore è una potentissima forma di energia che si genera nello scambio, nella relazione, in un flusso costante di dare e avere in cui questa ener…