martedì 16 settembre 2014

Desidero e aspettative

Viviamo di aspettative e di desideri, è questo il problema. Non dico che non dovremmo averne, sia chiaro.

L'uomo è fatto di desiderio, ma sono le aspettative esagerate o mal riposte, a trasformare i desideri in ossessioni, trasformandoli in demoni orribili.

L'uomo è desiderio, e per essere felice deve desiderare, continuamente; ma si può scegliere cosa desiderare e scegliendo si può determinare la nostra felicità, o la dannazione perenne.

Si può essere davvero felici, io credo, solo se si desidera quello che si ha, senza cedere al grande inganno di una cultura che ti dice, ogni giorno, che far questo significa accontentarsi.

Accontentarsi è una cosa diversa, una forma di pigrizia che declassa il desiderio e lo emargina, esiliandolo via dalla propria vita. La felicità vera, invece, lo esalta e lo consacra a quanto c'è di più prezioso e di vero.

#pensierisparsi

mercoledì 3 settembre 2014

Nel bene e nel male

Negli uomini, in tutti gli uomini, sin dalla nascita si annidano i germi del bene e del male, seminati in egual misura per bilanciarsi e per crescere in sinergia, rendendoci forti, leali e giusti.

Saremmo perfettamente neutrali ed equilibrati, se lasciassimo che quei germogli crescessero assieme; ma purtroppo, appena riusciamo a capire qualcosa, qualcuno inizia a convincerci che il germe del male vada estirpato, e che il bene possa prosperare da solo e vincere sempre sul male.

I più ingenui col tempo ci credono, e finiscono per sterminare la pianta del male. È così che il bene si impossessa di loro, ma questo non li rende delle buone persone. Al contrario, questi poveretti, la gran parte di noi, sono destinati a un'esistenza fragile, indifesa, corrotta dal pietismo e dell'ipocrisia.

Perché il bene senza il male non produce un mondo di bene, ma un'umanità di mostri, incapaci di vedere il male ma al tempo stesso perfetti per farne, inconsapevolmente e senza alcuna premeditazione.

Non c'è nulla di buono in un essere indifeso, datemi retta. La pace e il bene prosperano nell'uguaglianza, non nell'innocenza generata da una mutilazione e da una privazione.

Non disarmate i vostri figli, dunque. Mentre crescono non potate a forza quel piccolo albero del male che li spinge a comportarsi come non vorremmo, o come ci sembra sbagliato. Non lasciate che facciano del male, ovviamente, ma lasciateli sbagliare e lasciategli esprimere la propria natura senza coercizioni.

Il male serve al bene più di quanto si possa immaginare...

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domenica 17 agosto 2014

L'Amore non è un gentiluomo

L'Amore non sente ragioni, non è avvezzo al calcolo e non si aggrappa alla logica. Il suo buon senso è quello di un troglodita che reagisce agli stimoli e agli impulsi con genuina spontaneità e con malcelata ignoranza.
L'Amore non è un gentiluomo e non conosce altra legge che la sua, basilare, universale, ancestrale.

Quella stessa legge che regola il moto delle stelle e dei pianeti, che tiene attaccate tra loro le cellule e gli atomi, che vigila sull'universo come un funzionario solerte e imparziale, giusto per natura, non per cultura o per cognizione.

L'Amore è stupido, ingenuo, incapace di intendere o di volere altro che la propria proliferazione e il proprio bene, che è un bene superiore e insondabile, quasi sempre impossibile da capire, se non attraverso un'incondizionata accettazione.

L'Amore tra gli uomini è l'energia che si genera nello scontro tra due anime. Esso non si crea e non si distrugge, ma sfortunatamente si trasforma, costretto com'è a fare i conti con la nostra maledetta coscienza, variabile che ogni giorno è costretto a sfidare a duello, dando origine a tutte le nostre gioie e a tutte le nostre inenarrabili miserie...

#pensierisparsi

mercoledì 13 agosto 2014

Scegli una donna

Scegli una donna con gli occhi belli,
che gli occhi belli non invecchiano mai.
Scegli una donna col cuore bello,
che il cuore bello resta bambino per sempre.
Scegli una donna ricca di sorrisi,
che i soldi sfamano la pancia e prosciugano l'anima.
Scegli una donna che abbia scelto te,
che le conquiste ti fanno sentire grande,
ma l'Amore è l'abbraccio quotidiano
di moltitudini infinite di piccolissime cose.

#pensierisparsi

mercoledì 6 agosto 2014

Il senso delle cose e le dinamiche fuorvianti

Quando pensiamo al senso delle cose, dobbiamo tenere ben presente che esso è quasi sempre inquinato dalle dinamiche della vita e dei nostri pensieri.

Faccio un esempio: la gelosia.

Chi sostiene che essa sia un chiaro sintomo di Amore dice una mezza verità, perché va dritto al senso, ammesso che sia davvero quello, sottovalutando drammaticamente le dinamiche ad esso sottese.

Nella maggior parte dei casi, infatti, la gelosia non è altro che la conseguenza di una precisa dinamica in cui lui o lei hanno scelto un partner secondo precisi canoni estetici.

Il mio partner mi deve prima di tutto attrarre fisicamente, sostengono, ma molto spesso questo parametro è piuttosto un "deve essere oggettivamente attraente", perché dietro questo requisito si nasconde anche altro.

L'insicurezza e la vanità, ad esempio. Molte delle persone gelose lo sono perché sanno benissimo di aver scelto un partner che piace molto anche agli altri, la qual cosa non è soltanto strumentale al proprio desiderio di stare insieme ad una bella persona, ma anche (e talvolta soprattutto) all'essere ammirati ed invidiati per questo.

Lo stare insieme ad una persona che piace non è un fine o uno scopo, ma un mezzo e in quanto tale diventa anche un mero oggetto, per certi versi. Ci si sta insieme perché ci piace, ovviamente, ma anche perché ci aiuta a non sentirci dei falliti, ad essere considerati e invidiati per il traguardo raggiunto, indipendentemente dal fatto che questo ci renda felici o ci faccia stare bene davvero.

Ecco perché le persone molto gelose sono sempre dannatamente frustrate. Non lo sono soltanto per via della gelosia che le tormenta, ma prima (e ancor di più) per l'eventuale e rara consapevolezza di cosa le abbia spinte in questa situazione e del fatto che essa si ripeterà sempre, indipendentemente dal partner che avranno a fianco e dal grado di pericolo reale cui questi le sottoporrà.

Ovviamente questa considerazione non vale soltanto per la gelosia. Questa trappola è in agguato dietro al senso di tutte le cose che facciamo, che diciamo o che pensiamo. Quando cerchiamo il senso di qualunque cosa, ci troviamo di fronte ad un passaggio a livello che ci costringe a rallentare e a guardarci bene attorno, anche se le sbarre sono alzate e non sembra esserci alcun pericolo.

Dobbiamo riflettere bene. 

Il senso è sempre nella ricerca, ma ancor più nella concretezza, che quasi sempre ci fa difetto. Dobbiamo metterci la testa e ragionare in modo concreto, denudandoci completamente e liberandoci da tutte quelle dinamiche che nel tempo hanno contribuito a travisare quel senso, a renderlo qualcosa di diverso, a portarci fuori strada, sui binari, alla mercé di un treno che di sicuro arriverà a spazzarci via, insieme alle nostre maledette dinamiche e al nostro senso confuso e oltraggiato.

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giovedì 17 luglio 2014

Essere o Avere? Ostentare. Apparire e ostentare...

L'era dei social media dimostra sostanzialmente una cosa: l'aberrante tensione all'avere dei nostri padri e dei nostri nonni, ha lasciato in eredità un altrettanto smodato bisogno di essere, degenerato nell'apparire e nell'ostentare.

Eccolo dunque, il mostro del nostro tempo: l'ibrido avere/essere, che ha generato prima "avere per essere" e poi "ostentare per essere".

Avere è oggi sottinteso, lo diamo in un certo senso per scontato. E' ancora un prerequisito fondamentale per l'idea moderna di essere, ma non è più centrale, perché il focus è ora sull'apparire, che di certo l'avere semplifica.

Apparire, ostentare, mostrarsi. Drammatico retaggio dell'era della TV, se non appari, giorno dopo giorno e ogni giorno con un nuovo numero da esibire, semplicemente non sei. Non esisti. Eccolo, il lato oscuro dei media sociali (uno tra i tanti, in verità).

mercoledì 2 luglio 2014

La differenza tra il bene e il male

Il male è facile da riconoscere, nella maggior parte dei casi. E se anche non lo riconosci, prima o poi si manifesta per quello che è, soltanto raramente quando è troppo tardi per affrontarlo in qualche modo.

Più difficile è il bene, nelle sue molteplici sfumature, nella sua incapacità di essere davvero universale e infinito. No, il bene è quasi sempre una creatura mortale, delicata e imperfetta come tutti noi e per questo incapace di essere il bene di tutti, senza che ci sia l'impegno e la volontà di ciascuno per tenerlo vivo e acceso.

Assomiglia alle lucine degli alberi di Natale, il bene. Funziona se tutte le lampadine restano legate tra loro e brillano all'unisono o ad intermittenza. Ma se una si rompe, è più che probabile che tutta la catena smetta di funzionare o che anche le altre inizino ad avere problemi, una dopo l'altra.

Ecco la differenza tra il male e il bene: il primo vive di pura individualità, è universale e spavaldo, ma da solo prima o poi è destinato ad essere bloccato. Il secondo vive di condivisione, di altruismo, di partecipazione. Ma non è univoco e non è universale. Il bene è per tutti soltanto se tutti lo riconoscono tale e si adoperano affinché esso si propaghi e prenda coraggio.

Il coraggio di dimostrarci che il bene del singolo non garantirà mai la felicità e non renderà mai il mondo un buon posto in cui vivere. Il bene del singolo è esso stesso il male; è quell'angelo caduto dal cielo che si trasforma in demone e rende l'umanità frammentata, divisa, ostile e inadeguata.

Il male non è il contrario del bene, ma la sua esaltazione e la sua venerazione. Chi adora il bene finisce spesso per fare tutto il male che si riesce ad immaginare e anche oltre. Il bene non è un fine, ma un mezzo.

#pensierisparsi