venerdì 18 aprile 2014

Che cos'è l'Amor...

La cosa più difficile da imparare e più dura da accettare è che si ama per se stessi, non per gli altri.

L'Amore è istinto di sopravvivenza, non è coraggio né eroismo, ma è la materia stessa di cui siamo fatti, la natura più profonda del nostro essere. 

E' egoismo allo stato puro, è energia e vive di regole fisiche, prima ancora che di filosofia o di religione.

Siamo Amore, tutti quanti noi, ma troppo spesso ci sviliamo a desiderio e brama e avidità. Perché l'Amore non si può accumulare, come il denaro, e non ha corso legale se non nello scambio, nella gratuita reciprocità.
L'Amore non lo si può immobilizzare, è un capitale volatile, intangibile. Chi dice di non amare mente e chi non ama è morto, anche se cammina come tutti noi. Verso il nulla. Verso un futuro che non ha nessuna ragione d'essere.

 E chi ama non deve pretendere ringraziamenti, onori o riconoscenza, perché amando fa il suo stesso bene, prima ancora che quello degli altri. Amando realizza il suo essere, si compie, vive.

Vivere è Amare, tutto il resto è il circo che ci siamo costruiti attorno per non morir d'Amore...

#pensierisparsi #ciaogabo

mercoledì 16 aprile 2014

Fino in fondo, senza calcoli

Gli uomini passano la vita a chiedersi se sia un più un fatto di numeri o di emozioni. Se sia arrivare in fondo o vincere.

Poi ti siedi un attimo, ti guardi intorno, ascolti la musica, guardi le piante e i fiori e il cielo stellato. E capisci.

Se hai un cuore e un cervello capisci. Se hai un'anima capisci. Che da capire non c'è proprio niente ed è solo un fatto di vivere.

Vivere ogni giorno come se ballassi,  come se cantassi. Come se quella musica, quelle piante e quelle stelle fossero in te e ti guidassero senza esitazioni.

#pensierisparsi

mercoledì 26 marzo 2014

Sugli effetti della corruzione

I Il problema di un sistema che non funziona, come quello rappresentato dal capitalismo estremizzato che domina oggi il mondo, è che per tenerlo in piedi occorre un volano talmente poderoso da costituire esso stesso un pericolo e un limite invalicabile.

All'inizio tutto era semplice. C'era lo stato e c'erano le istituzioni locali ad assicurare i servizi di base. La scuola, la sanità, i servizi essenziali erano pubblici e si pagavano con le tasse. Per il resto c'era il privato, le aziende, che si interfacciavano con le istituzioni e con i cittadini e facevano business secondo le regole del mercato, della concorrenza e delle leggi.

Poi, negli anni, l'equilibrio tra pubblico e privato, tra gli interessi di tutti e quelli di pochi, si è perso in un oceano torbido e pieno di insidie, in cui la corruzione ha preso il sopravvento e il capitalismo "ingenuo e sano" del secolo scorso si è trasformato in una belva che tutto divora.

Complice la politica, sempre più svenduta, pochi capitalisti senza scrupoli hanno preso il sopravvento su miliardi di cittadini inermi, che da persone si sono trasformati in contribuenti e consumatori, da spremere senza alcun riguardo.

Le tasse, che un tempo servivano almeno a garantire l'illusione che i costi dei servizi potessero essere coperti, oggi bastano appena per coprire i costi della corruzione, mentre servizi e infrastrutture vanno in malora giorno dopo giorno.

Perché non c'è modo di coprire i costi di quel volano aberrante. Immaginate un aereo con quattro turbine. Per volare esse debbono garantire una determinata potenza, ma le leggi di un mercato fuori controllo pretendono che ogni anno eroghino un 10% in più, fino a che esse finiscano per staccarsi dalle ali e schizzare via da sole, come razzi.

È questo che è successo al sistema. Per farlo funzionare è stato drogato, pompato di persone, soldi, cemento, merci e speculazioni di ogni genere, che lo hanno portato ad essere del tutto fuori controllo.

Globalizzazione, finanza speculativa e il mare di problemi che esse hanno generato, bloccano oggi il sistema, determinando quel mostro invincibile che chiamiamo crisi.

Quell'inutile ammasso di cose, oltre a produrre utili solo per pochissimi, hanno regalato all'umanità inquinamento, disastri ecologici, problemi sanitari, e molto altro. Costi per la collettività che sono guadagni ingentissimi per pochi.

Non c'è nulla di lontanamente sostenibile,  nel modo in cui viviamo. Siamo tutti molto al di sopra della soglia minima di sostenibilità, ma c'è una piccola fetta di persone che vive a livelli aberranti, inimmaginabili e criminali, prima ancora che immorali.

Ecco perché non risolveremo mai nulla, per via politica. Perché nessun amministratore locale, per corretto che sia, potrebbe oggi sistemare le cose.

Il problema è sovranazionale, globale. Ed è un problema di modello, che solamente i cittadini possono tentare di rovesciare, imparando a spendere meglio e ad opporsi con forza.

Certo, questa è un'utopia. Ma anche il capitalismo lo è, pur dominandoci da secoli...  È davvero arrivata la fine dei tempi, la resa dei conti, il momento in cui occorre decidere da che parte stare, assumendocene le responsabilità e i rischi.

Voi da che parte state?

lunedì 24 marzo 2014

Il tempo non è denaro...

E' il tempo, il bene più prezioso che ci sia. Dovrebbe essere facile capirlo, perché tutti noi abbiamo l'unica certezza di dover morire, prima o poi. Eppure qualcuno ci ha infilato in testa un virus culturale devastante: il tempo è denaro.

Ci hanno fregati così, facendoci credere che ogni minuto del nostro tempo che non sia messo a reddito sia un minuto sprecato e che il conto in banca sia la metrica giusta da considerare, quando si analizza il modo in cui abbiamo speso i nostri giorni.

Il solo parametro da considerare, invece, è l'Amore delle persone che ci vogliono bene. E' quello il vero patrimonio, che si alimenta della nostra disponibilità, della nostra capacità di amare, della nostra unicità.
C'è un solo numero che fa la differenza: il numero di persone che saranno davvero dispiaciute, quando ce ne andremo e che ci ricorderanno come una persona buona, giusta, capace di dare davvero un senso al suo tempo e a quello degli altri.

Il tempo non è denaro; il tempo è Amore, Energia, Vita.

#pensierisparsi

venerdì 21 marzo 2014

Bando Nutriamo il futuro, di Fondazione Mediolanum Onlus per finanziare progetti sulla nutrizione


Ancora 10 giorni per partecipare al bando “Nutriamo il futuro” di Fondazione Mediolanum Onlus, rivolto alle organizzazioni no profit per progetti dedicati all'alimentazione, al nutrimento e al sostentamento dei bambini (fino ai 18 anni di età) in condizioni di disagio e delle loro famiglie (o delle comunità) presenti su tutto il territorio nazionale oppure in altri contesti internazionali in difficoltà.

Il bando prevede lo stanziamento di € 250.000 ai tre migliori progetti così suddivisi: € 150.000 al primo classificato, € 70.000 al secondo e € 30.000 al terzo. I progetti verranno votati online, allargando il processo decisionale di assegnazione del contributo, attraverso la registrazione al sito www.fondazionemediolanum.it che darà diritto fino a 5 voti, attribuibili ad un numero di progetti compresi tra 1 e 5.

Sarà inoltre possibile l’interazione con i social network come Facebook e Twitter per condividere e consigliare i progetti. “Nutriamo il futuro” è il primo bando di erogazione di Fondazione Mediolanum Onlus finalizzato ad un solo scopo specifico: la tematica scelta è quella della nutrizione che, in prospettiva, vuole anticipare il grande tema di Expo 2015, con una sensibilità dedicata ai più piccoli.

La partecipazione all'iniziativa da parte delle organizzazioni no profit è totalmente gratuita e avviene attraverso il sito www.fondazionemediolanum.it. 



La Fondazione Mediolanum Onlus si adopera per la salvaguardia dell’infanzia in condizione di disagio, affinché i bambini di oggi possano essere gli adulti liberi di domani. Il suo operato riguarda i settori dell’assistenza medica e sanitaria, dell’istruzione, del lavoro, dei diritti umani, della ricerca e la sua azione si è sviluppata sia nelle aree del mondo maggiormente esposte alle difficoltà sociali e civili sia nell'intero territorio italiano.

 INFO: Fondazione Mediolanum Onlus

domenica 16 marzo 2014

Una merenda genuina a Soresina

Agri.Gre, azienda agricola, allevamento polli e capponi, uova e prodotti locali freschi a Soresina (CR)

Avete presente quei pomeriggi di quasi primavera, quando la luce del giorno inizia a durare un po' di più e alle sei del pomeriggio il sole inizia a tramontare? La giornata in giro è stata divertente e di tornare a casa ancora non ti va, così cominci a pensare ad un posticino per fare una merenda, o un aperitivo, perché divertirsi tutto il giorno fuori è bello, ma fa venire fame...

Ecco che all'improvviso, tra Castelleone e Soresina, ti cade l'occhio su un invitante cartello: "Agri Grill", che promette merende al tagliere con salumi e formaggi locali. Bingo! E' il posto che fa al caso tuo, pensi e a breve ne avrai la conferma.

Sei arrivato da Agri.Gre, un'azienda agricola che alleva e vende polli, capponi, galline, tacchinelle e faraone, oltre che uova fresche di giornata, formaggi locali e verdure dell'orto. "Agri Grill" è il suo spaccio aziendale, ma durante il weekend si trasforma in un'osteria di campagna per colazioni, merende e aperitivi di qualità e a km 0.

L'idea è di Nicola e di sua mamma Marianna, che hanno recentemente ristrutturato parte della casina dei nonni per ospitare il punto vendita dello storico allevamento di famiglia, attivo dal 1951.

La cascina Battaina, in località Pellegra, si trova in una posizione interessante, sulla SP89, facilmente raggiungibile da Cremona, da Piacenza, da Pavia e da Milano e può  davvero rappresentare un ottimo diversivo e un vero e proprio punto di riferimento, per chi ama il cibo genuino e vuole riscoprire cosa significhi la qualità.

La "dispensa di campagna" Agri Grill si presenta davvero bene e offre un gran quantitativo di prodotti locali, da portare a casa o da consumare sul posto. Oltre a salumi e formaggi, a tavola si possono assaggiare dolci fatti in casa e un'ottima selezione di vini.

Fare la spesa qui è davvero esaltante, perché oltre alle specialità della casa, sugli scaffali e nel banco frigo sono conservate delle vere e proprie eccellenze dei sapori locali e nazionali. Salami, cotechini, mostarde, torrone, formaggi freschi e stagionati, olio, vini e addirittura il gelato. Un ottimo agrigelato da portare a casa in vaschetta.

Quanto al pollame c'è davvero da volersi bene. Mi racconta orgoglioso Nicola: "Gli animali sono nutriti con miscele equilibrate di cereali, nel rispetto delle tre fasi di: sviluppo accrescimento ingrasso, e hanno sempre a disposizione foraggi, e insetti presenti nel terreno. La macellazione avviene almeno dopo 16 settimane di vita, garantendo carni mature e saporite".


Insomma, la mia gita ad Agri Gre è stata talmente entusiasmante da rendere obbligatorio il passaparola. Ho conosciuto questo posto per caso e me ne sono subito innamorato, perché è davvero difficile trovare posti così, ispirati alla tradizione ma gestiti in modo intelligente, attuale e curato.

Se passate dalle parti di Soresina o se allungate da Cremona o da Milano, non vi inventate che non ve l'avevo detto. Ecco le coordinate per un'esperienza da fare senza se e senza ma:

Agri Grill Cascina Battaina - Località Pellegra, frazione di Castelleone (CR)
Tel. 339 8249546 o 339 7032371 - Email: info[at]agrigre.com - URL www.agrigre.com

domenica 9 marzo 2014

Sul grande inganno del Messia

Mi spiace urtare la sensibilità di chi crede, e davvero non è quello che vorrei, ma sento il bisogno di esprimere qualcosa che sento forte in me.

Se c'è una cosa che vorrei davvero fare, a questo mondo, è favorire un cambiamento, testimoniare la mia sincera aspirazione verso un nuovo corso, un modello di sviluppo equo, sostenibile, durevole.

Non credo nelle teorie del complotto, ma non posso negare di essere convinto che in tutta la storia che conosciamo, chi ha detenuto il potere lo ha fatto sfruttando dinamiche simili e via via sempre più collaudate. Divide et impera, ad esempio.

Oppure la grande menzogna del Messia. Il Salvatore, l'uomo della provvidenza. Per noi cristiani quel Messia era Gesù, il Cristo, l'unto del Signore. Colui che con la morte salvò l'umanità dal peccato originale, rendendo possibile una nuova alleanza con Dio.

Un uomo solo, il Dio incarnato, al tempo stesso Padre, Figlio e Spirito Santo, che si immola secondo le scritture e riscatta l'uomo, lavando via il peccato mortale compiuto da Adamo e riconciliandolo con Dio.

Lo ammetto, la favola di Adamo ed Eva non mi ha mai convinto, così come le sue varie interpretazioni. Non credo nel peccato originale e non credo nella missione messianica di Gesù.

Credo fortemente nel suo messaggio, invece. Credo nella sua visione e nel senso più genuino della storia che ci è stata raccontata su di lui. Un messaggio che sconfessa in molti modi, l'immagine del Messia che ci è stata tramandata.

Gesù credeva nella rete, nella forza delle persone di cambiare se stesse e il mondo, con la grande energia dell'Amore e della solidarietà. "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini", disse ai suoi.

Non ho idea di quanto la sua storia sia stata strumentalizzata e per molti versi addirittura mistificata, da chi nei secoli l'ha tramandata.

Ma di una cosa sono certo: Gesù era un grande trascinatore, aveva un grande carisma, ma lo ha usato per creare un movimento, non per esserne il leader o il condottiero. Non per essere il Messia.

Perché il Messia, secondo me, è una leggenda creata ad arte per dominare i popoli e per focalizzare la loro attenzione sul leader, sul capo, sull'uomo in grado di guidarli e di dominarli. Cosa che in molti hanno fatto e continuano a fare.

Oggi, a distanza di oltre duemila anni dalle vicende umane di Gesù, aspettare il Messia è ancora l'atteggiamento più diffuso tra milioni di persone.

E nel tempo ne individuiamo ancora a migliaia e in tutti i settori. Ne subiamo il fascino, ne sentiamo la necessità. Da Kennedy a Obama, da Mussolini a Berlusconi, da Pelè a Maradona, waiting for Godot è nel nostro DNA. Ma lo è per natura o per cultura?

Io credo sia soprattutto un fatto culturale. Un retaggio. Cerchiamo il Messia e di volta in volta lo incoroniamo, aspettandoci da lui veri e propri miracoli. Che ogni volta non arriveranno, perché forse gli stessi prodigi attribuiti a Gesù nelle scritture non sono da prendere proprio alla lettera, bensì da interpretare.

Ma non è questo il punto. Io non ci credo ai miracoli, ma voi credete pure in quello che volete. Ma vi prego: smettetela di aspettare il Messia, perché il mondo lo si cambia soltanto tutti assieme, se è questo che volete davvero.

Cosa di cui inizio seriamente a dubitare...