mercoledì 5 novembre 2014

Io adotto a distanza

C'è una bella campagna, che sta girando in rete in questi giorni. Attraverso un video, l'associazione Coopi (Cooperazione Internazionale) ha lanciato la sua nuova campagna di acquisizione sul sostegno a distanza #ioadottoadistanza.

Il video mostra con ironia episodi di vita quotidiana della società occidentale, mettendo in risalto la superficialità e la pochezza dei nostri piccoli drammi quotidiani, in contrapposizione alla felicità che può scaturire da un semplice gesto, che ridona dignità ai bambini e ad intere popolazioni.

Con il sostegno a distanza si può garantire a un bambino cibo, cure mediche, istruzione e protezione. Si può fare in modo che egli cresca nel suo Paese, circondato dall'affetto della sua famiglia e della comunità in cui vive. Adottare a distanza significa proteggere un bambino dalla violenza e dallo sfruttamento, dandogli l’opportunità di vivere un futuro diverso.

Ovviamente anch'io mi sono lasciato contagiare, diventando un "ambasciatore di felicità" Coopi. Ora avrò un bellissimo impegno da portare avanti, con una bimba di 13 anni della Repubblica Centrafricana. Un'esperienza che fa bene al cuore e che rende davvero orgogliosi e felici.

Ecco il bel video, realizzato da Combocut Video Agency per Coopi. Guardatelo, riflettete e condividetelo con amici e contatti.


INFO: www.ioadottoadistanza.org

sabato 25 ottobre 2014

Stop Using Sex as a Weapon !

Omaggio al film "Bianco Rosso e Verdone"...
Oggi la sparo grossa. E premetto, non sono mai stato e mai andrò con una prostituta, suppongo, né ho mai tradito le mie donne, altra cosa che per mia natura non farò mai.

Però una cosa mi sento di dirla. Vorrei una società in cui il sesso fosse decisamente ridimensionato e sdoganato. Vorrei una società, ad esempio, in cui le coppie non si sfasciassero più perché lui o lei hanno bisogno di qualcosa di più, di meglio o di diverso, quando si tratta di sesso.

E vorrei una società in cui l'ipocrisia, la menzogna e tutto quel sottobosco di squallore collegato alla sfera del sesso fossero distrutti da un modo nuovo e semplice di considerare questo aspetto della nostra vita.

Rispetto appieno tutti i credenti, di qualsiasi religione, che considerano il sesso parte del loro precetto religioso e che in quella dimensione lo gestiscono e lo praticano (purché in accordo con il proprio partner, ovviamente), ma per tutti gli altri, quelli che fanno le cose di nascosto e che creano casini inenarrabili per farsi una trombata, avrei solo un consiglio sincero: maturate!

Maturate e consideratelo per quello che è: un bisogno fisiologico, come l'appetito, il sonno, correre, fare sport, lavarsi... non buttate al cesso una relazione sentimentale per qualsiasi motivo collegato al sesso, perché è davvero difficile trovare un partner che riesca a soddisfare appieno tutte le nostre necessità e, credetemi, quella del sesso è davvero una delle tante e per molti (io per primo) nemmeno tra le più importanti.

Sogno una società (cui io non apparterrò in ogni caso) in cui lui, lei o magari entrambi, si possano dire senza nessun problema, quando ne sentono il bisogno: "vado a fare sesso" così come si dicono "vado in palestra" o al cinema o a fare shopping. Una società in cui la prostituzione sia legalizzata, controllata, tassata e considerata un lavoro come tutti gli altri.

Una società in cui avere una moglie o un marito non rappresenti più l'obbligo imposto dalle religioni o dalle leggi di fare sesso esclusivamente con il proprio coniuge. Una società in cui l'unico obbligo sia quello di dirsele, certe cose,reciprocamente, da subito, con sicerità e senza nessuna remora, assumendosi responsabilmente tutti i rischi e godendosi liberamente tutte le opportunità.

Sarebbe una società allo sfascio? Non più di quanto non lo sia già ora, ritengo, perché di relazioni che finiscono perché uno dei partner esce troppo con gli amici, dedica poco tempo alla famiglia o non ama fare determinate cose assieme all'altro ce ne sono già a migliaia.

Ecco, io sogno invece una società in cui si possa giocare a carte o a tennis con chi si vuole, allo stesso modo in cui si fa con il sesso, perché se ridimensioniamo questa sfera a quello che effettivamente è, ovvero una mera necessità fisiologica, non può che derivarne una società migliore, in cui il sesso non sarà più usato come un'arma o come una prigione.

Un mondo in cui il sesso sia libero, felice e spensierato, non potrebbe che essere un mondo migliore, in cui nessuno viene sfruttato o maltrattato per il sesso, in cui non essere dei fenomeni a letto non è un problema e in cui addirittura non voler far sesso del tutto o volerne fare troppo, non rappresenterebbero più dei limiti alle relazioni sentimentali, ma soltanto degli aspetti caratteriali come tutti gli altri.

Sarebbe un mondo più onesto, più sincero, più libero. La donna non sarebbe più una merce di scambio o di ricatto, come purtroppo è ancora e potrebbe finalmente scegliere la dimensione e il ruolo che più la appaga, nel pieno rispetto di se stessa, degli uomini e della società. Lo stesso varrebbe per gli uomini, ovviamente, in una dimensione paritaria che mai si realizzerà del tutto, finché non sarà caduta questa ridicola barriera culturale.

Sogno una società, in estrema sintesi, in cui il sesso non sia più sinonimo di possesso, una gabbia culturale e psicologica che devasta le persone e le rende schiave di un piacere che in nessun modo deve diventare un dovere o una prigione, ma soltanto una grande opportunità, che ciascuno deve potersi giocare come vuole e come può.

STOP USING SEX AS A WEAPON!

domenica 12 ottobre 2014

Sulla gente che si accalora in rete...

Continuo a vedere gente che si accalora, in rete. Gente che si arrabbia, che  grida allo scandalo, che contesta, che critica. Gente che proprio non ce la fa, a farsi la sua vita (aka i cazzi propri) e a lasciar campare gli altri, a lasciare che facciano le proprie cose come meglio credono, fintanto che esse non vengano a nuocere.

Se guardo con maggiore attenzione, però, mi accorgo che, nella stragrande maggioranza dei casi, il problema di fondo è tutto qui: questi personaggi si arrabbiano, criticano, puntano il dito e si scaldano perché si sentono minacciati, perché temono chissà quale pericolo o addirittura perché soffrono, per quello che gli altri sono, pensano o fanno.

Soffrono maledettamente e, quasi sempre, fanno la sola cosa che non dovrebbero mai fare: salgono sullo scranno della loro coscienza saldissima, valutano, giudicano, emettono il loro verdetto e poi chiedono l'appoggio degli altri, per avvalorare il loro giudizio, per sentirsi forti della loro intransigenza, di un rigore logico e morale ostentati come scudi che brillano al sole dopo una vittoria.

Lasciatemi provare a parlar loro con schiettezza e sincerità. Non servirà a molto, lo so, ma se non ci provassi non mi sentirei a posto con la coscienza, che mi chiede di intercedere. Io ci provo, li guardo in faccia e glielo dico...

Perdonatemi se ve lo faccio notare, ma questo atteggiamento denota chiaramente una cosa: siete dei frustrati, degli sfigati colossali, dei perdenti. E ve ne rendete conto perfettamente. Continuate a simulare di ritenervi superiori, a millantare con voi stessi improbabili trionfi, ma ogni volta che vi guardate allo specchio vi sentite dei falliti, perché siete sfacciatamente sicuri che dovreste essere arrivati molto più in là, nella vita, di dove invece siete.

Non riuscite ad arrampicarvi e a scalare la montagna che vi siete deliberatamente imposti di conquistare, e allora tirate sassi a quelli che percepite essere arrivati più in alto, per farli cadere giù e per stargli davanti per sottrazione, dove non riuscite per addizione. Siete dei perdenti, lo ribadisco. E la cosa più triste è che perdete soprattutto perché non siete capaci di calcolare il punteggio, e questo vi porta a credere che ad essere in vantaggio siano "giocatori" che invece magari stanno perdendo, e che spesso non stanno nemmeno giocando contro di voi.

Non andreste da nessuna parte da soli, proprio perché siete dei perdenti, ma la vostra vigliaccheria vi induce a fare branco. Voi non vi palesate al "nemico" per affrontarlo faccia a faccia, ma sparate il vostro giudizio in rete, dove sapete che ci saranno decine di vigliacchi come voi, pronti a darvi bordone e a coalizzarsi contro qualunque cosa. Perché in rete essere contro funziona bene. Anzi, molto spesso sembra che il NO e l'odio siano le sole cose che funzionino, sul web.

Lasciatevi dare un consiglio, dunque, prima che la rete diventi il nemico pubblico numero uno della civiltà e della decenza: guardatevi ancora una volta nello specchio e abbiate il coraggio di confessarvelo, che siete dei miserabili. State male, soffrite, vi arrovellate, ma la colpa è solamente vostra. Volete guarire? Fatevi un grande regalo: siate sinceri con voi stessi, sfogate la rabbia e il dolore con un bello sputo dritto sullo specchio e voltate pagina.

Da domani, datemi retta, se qualcosa che leggete in rete non vi piace e non vi danneggia davvero, tirate dritto e ignorate. Sarà la più grande sconfitta per quelli che temete, perché in fondo i grandi casini che finora avete generato in rete si sono sempre rivelati delle grandi vittorie per loro. E voi questo non lo volete, vero?

Allora voltate pagina e iniziate a guardare voi stessi, la vostra strada, i vostri sogni e quello che siete, premurandovi di adeguarvi a quello che vorreste essere, piuttosto che attaccare quelli che ritenete incarnare il vostro ideale o quelli che si collocano all'esatto opposto. Voi non avete la verità assoluta, nelle vostre tasche e il vostro metro di giudizio è falsato dall'astio, dalla rabbia e dalla stupidità.

Cambiate voi stessi e cambierete il mondo. Questa è la sola verità.

giovedì 9 ottobre 2014

Quel senso di vuoto quando non ci sei

Quel vuoto assoluto, quando non ci sei, e nel niente il silenzio della TV, che diventa surreale, insopportabile, spaventoso e assordante.

È il nulla. Il senso che arretra impaurito e svanisce dissolvendosi, come la nebbia che sale implacabile in quei vecchi film  che finiscono con il suono struggente di un pianoforte che vomita noia e sgomento.

Durano ore i minuti, quando non ci sei, e i secondi sono granelli di sabbia bagnata, incastrati in mezzo alla clessidra, che mi scrutano e mi prendono in giro, mentre mi rotolo sul divano deserto.

Lo perdi per strada, un po', il senso dell'uno, quando sei in due per davvero. Quando la metà della mela, che finalmente hai trovato, diventa due terzi, o tre quarti o tutto quello che conta, che il resto è poco più che qualcosa.

Mi assento, mi estraneo, abbandono il mio corpo al rituale dell'attesa, all'ascolto dei tuoi passi sulle scale, alla chiave nella serratura che ti separa dalla mia follia e dalla smania che sai...

giovedì 18 settembre 2014

Non è colpa mia. Cosa ci posso fare...?

Terrorismo internazionale, teste mozzate, violenza, crisi, licenziamenti, diritti calpestati, ebola, malattie rare e incurabili, bombe d'acqua, inondazioni, clima impazzito, ingiustizia, stragi, bambini che pagano per l'orrore degli adulti, liti, insulti...

Ecco cosa passa la TV, ogni giorno, in ogni edizione di ciascun TG. Prima e dopo solo fiction, quiz e giochi di ogni genere, divertimento servito caldo e appetitoso tra uno choc e l'altro. Il risultato? Disorientamento, angoscia latente, perdita del senso della realtà e del valore delle cose. Viviamo in un frullatore, in cui facciamo sempre più fatica a distinguere il falso dal vero...

L'unica difesa è il cinismo, l'indifferenza, la sola e unica vera certezza che ciascuno di noi deve avere: io non c'entro, fosse per me le cose andrebbero bene. Ecco, facciamocene una ragione: non è vero, siamo tutti complici e parte di un sistema che potrà solamente peggiorare, se non impareremo a farci carico delle nostre responsabilità.

#pensierisparsi

mercoledì 17 settembre 2014

Arroganza, presunzione, ostentazione...

In un mondo senza certezze e senza più punti di riferimento condivisi, la maschera più facile da vedere calzata sulla faccia della gente, è quella dell'arroganza.

Regola numero uno, fingiti sicuro di te, ostenta presunzione, taglia corto ogni discorso con un bel "ma si sa che è così" o, anche meglio, con un "adesso te lo dico io, come stanno le cose", che funziona quasi sempre e ti rende brillante. Fatti le tue certezze, fingi di sapere, mettiti in mostra!

Arroganza, presunzione, autoreferenzialità. Il mondo di troppe persone gira solamente attorno alle loro anime perse, piuttosto che cercare la luce del sole, dove le cose sono sempre chiare, pulite, evidenti. Dove le cose sono di tutti e dove ce n'è per tutti. 

Cerchiamo la luce, datemi retta; il resto prima o poi crollerà, imploderà silenzioso e anonimo in quelle stesse tenebre in cui oggi cerca di nascondersi.

Invano...

#pensierisparsi

martedì 16 settembre 2014

Desidero e aspettative

Viviamo di aspettative e di desideri, è questo il problema. Non dico che non dovremmo averne, sia chiaro.

L'uomo è fatto di desiderio, ma sono le aspettative esagerate o mal riposte, a trasformare i desideri in ossessioni, trasformandoli in demoni orribili.

L'uomo è desiderio, e per essere felice deve desiderare, continuamente; ma si può scegliere cosa desiderare e scegliendo si può determinare la nostra felicità, o la dannazione perenne.

Si può essere davvero felici, io credo, solo se si desidera quello che si ha, senza cedere al grande inganno di una cultura che ti dice, ogni giorno, che far questo significa accontentarsi.

Accontentarsi è una cosa diversa, una forma di pigrizia che declassa il desiderio e lo emargina, esiliandolo via dalla propria vita. La felicità vera, invece, lo esalta e lo consacra a quanto c'è di più prezioso e di vero.

#pensierisparsi