Il coraggio di pensare non costa soldi



Dobbiamo stare fermi e ragionare. Fermi, non paralizzati dal terrore e dallo sgomento. La paura, il dolore, l'ansia di questi giorni non possono impedirci di pensare, di esplorare, di sforzarci di capire.

Prima di tutto noi stessi. Chi ora non sta più lavorando ha la percezione che questi siano giorni buttati via, improduttivi e sterili, ma non è così. Sono invece la prova inconfutabile che il tempo non è denaro e che i soldi non sono la risposta a tutte le domande. Servono, certo. Come oggi servono mascherine, guanti, disinfettanti, carta igienica e tante altre cose che infatti sono introvabili. Perché?

Per quale motivo abbiamo riempito i nostri "granai" di oggetti che oggi, in questo momento terribile (ma niente affatto nuovo e imprevedibile) non ci servono a niente? Perché un virus maledetto sta facendo molti più danni di quanti non ne fecero la peste, il colera o le altre epidemie del passato, nonostante i progressi tecnologici e la migliore struttura e organizzazione della nostra civiltà?

Credo che la risposta sia semplicissima: perché le tragedie del passato non ci hanno insegnato a capire quali siano le priorità e i limiti da rispettare e il risultato è l'ennesimo Titanic pronto ad affondare: una civiltà evoluta, complessa, strutturata, che ora trema di fronte ad una minaccia antichissima, che chissà perché ci siamo illusi di poter debellare senza troppa fatica.

Non saranno dunque sprecati, questi giorni, se ci insegneranno a rimettere ordine nelle nostre priorità e aspettative e a capire che questo modello non è soltanto sbagliato, iniquo, insostenibile, ma oggettivamente pericoloso. Non soltanto più per l'ambiente, di cui non sembra importare molto a nessuno, ma per noi stessi, le nostre famiglie, le persone che amiamo e la nostra stessa società.

Capire questo significa iniziare davvero a lavorare per un mondo nuovo, in cui l'economia non sia più centrale e non stenda più le sue mani avide sulla politica, sulla società e sulle persone, che sino ad oggi si sono svendute per qualche bel gadget con cui gonfiare il petto di stupido orgoglio e passare il tempo (quello sì, davvero sprecato).

Pensiamo, dunque e usiamo questo tempo prezioso per riscrivere le regole delle nostre vite, perché nessuno potrà cambiare tutto se non cambierà prima sé stesso e la propria esistenza.

FOTO: Rammy Ramesh su pexels.com

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