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Non è colpa mia. Cosa ci posso fare...?

Terrorismo internazionale, teste mozzate, violenza, crisi, licenziamenti, diritti calpestati, ebola, malattie rare e incurabili, bombe d'acqua, inondazioni, clima impazzito, ingiustizia, stragi, bambini che pagano per l'orrore degli adulti, liti, insulti...

Ecco cosa passa la TV, ogni giorno, in ogni edizione di ciascun TG. Prima e dopo solo fiction, quiz e giochi di ogni genere, divertimento servito caldo e appetitoso tra uno choc e l'altro. Il risultato? Disorientamento, angoscia latente, perdita del senso della realtà e del valore delle cose. Viviamo in un frullatore, in cui facciamo sempre più fatica a distinguere il falso dal vero...

L'unica difesa è il cinismo, l'indifferenza, la sola e unica vera certezza che ciascuno di noi deve avere: io non c'entro, fosse per me le cose andrebbero bene. Ecco, facciamocene una ragione: non è vero, siamo tutti complici e parte di un sistema che potrà solamente peggiorare, se non impareremo a farci carico delle nostre responsabilità.

#pensierisparsi
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A mente fredda e nel giorno in cui a Marsiglia un'altra automobile provoca morte e dolore tra la gente, provo a tornare con un filo di lucidità sui fatti del 17 agosto a Barcellona. Quando quel furgone si è lanciato sulla gente che passeggiava sulla Rambla, intorno alle 17 di un pomeriggio d'estate come tanti, io mi ero da poco spostato a circa un chilometro più in là, davanti a Casa Batlló, uno dei capolavori di Antoni Gaudí. Abbastanza lontano per non sentire le urla e per non vedere il sangue, ma tuttavia non al sicuro, come nei minuti e nei giorni successivi ho lentamente capito.

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#pensierisparsi

FOTO: pixabay.com

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