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Non siamo dentro al Truman Show


Non siamo dentro al Truman Show. Se lo fossimo sarebbero in molti ad accorgersi che è tutto falso. Ma non è così. Il sistema in cui siamo immersi è molto più complesso e difficile da decifrare.

In esso il confine tra il vero e il falso è labile e tra l'uno e l'altro convivono infinite sfumature, che a stento riusciamo a percepire e che molto raramente comprendiamo, grazie a qualche fortuita e sporadica intuizione. Una sola cosa mi appare chiara, in questo labirinto: vero e falso non sono sinonimi di bene e male, come vorrebbero farci credere molte istruzioni, tra le quali alcune religioni, ma soprattutto questi non sono parametri assoluti, ma in continua ridefinizione.

Una sola cosa è assoluta ed inarrivabile: essa è la verità, cui nessun uomo potrà mai attingere. Ma la verità non ci è negata da oscure sovrastrutture che ci tengono sottomessi grazie al loro sapere e ai loro poteri, io credo, ma dalla nostra incapacità di sviluppare una visione integrale, in grado di guardare le cose da tutti i punti di vista possibili e sotto tutte le luci.

Una visione che rinunci a tutti i nostri interessi e pregiudizi, ai nostri schemi mentali, al nostro stile e alle nostre impostazioni e che vada oltre la finitezza della nostra umanità. Ecco perché abbiamo bisogno delle macchine e presto arriveremo a farci macchine noi stessi, per superare i limiti della nostra umanità e arrivare finalmente a quel discernimento che oggi non può in nessun modo appartenerci.

Questo non è necessariamente un bene, ma probabilmente non è nemmeno il male. Probabilmente è soltanto qualcosa di inevitabile, con cui dovremo fare i conti per capire, una volta per tutti, se i nostri limiti di esseri umani rappresentano un problema da risolvere o la più grande delle opportunità, che consiste nell'essere imperfetti per natura e, in quanto tali, del tutto incapaci di comprendere l'eternità, l'infinito e il divino che è in noi, ma che noi non siamo.
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