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La vita è attesa e speranza e desiderio

La vita è attesa. Giorno dopo giorno, dopo mese, dopo anno. 

Attesa di qualcosa che verrà.

La vita è attesa, e speranza. La speranza che le cose cambino in meglio, o che tornino a essere quelle che erano prima, quando andavano meglio. Del resto, si sa, si stava meglio quando si stava peggio...

La vita è attesa, e speranza, e desiderio. L'uomo stesso è desiderio allo stato solido e pulsante, energia in continuo divenire, instabile e volatile, impossibile da immagazzinare o da contenere.

La vita è tutto questo, è l'equilibrio precario del funambolo, che non può mai avere un adesso, perché significherebbe cadere e sfracellarsi al suolo, senza rete, senza imbragatura né caschetto.

Eppure è proprio adesso, in questo istante che viviamo ed è questo che abbiamo aspettato, e sperato, e desiderato. Altro tempo per vivere e per desiderare ancora, che altro non sappiamo fare.

E la morte non è che questo, in fondo: la fine di tutte le attese, di qualsiasi speranza e di ogni desiderio. Non per appagamento, siamo soliti pensare, perché quasi sempre la morte sembra interrompere un flusso, piuttosto che completarlo o esprimerlo. Ma sarà davvero così..?

Di certo non è la morte che aspettiamo. Eppure è la nostra unica certezza, da quando prendiamo coscienza a quando alla fine arriva, sempre inaspettata, sempre sorprendente, come se fosse l'unica vera variabile di una vita che ci sembra di conoscere bene, mentre a stento ci ricordiamo qualche momento del passato e nulla sappiamo del domani.

Aspettare, ecco il destino dell'uomo. Aspettare la fine, che forse è soltanto l'inizio...
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