Continuo a vedere gente che si accalora, in rete. Gente che si arrabbia, che grida allo scandalo, che contesta, che critica. Gente che proprio non ce la fa, a farsi la sua vita (aka i cazzi propri) e a lasciar campare gli altri, a lasciare che facciano le proprie cose come meglio credono, fintanto che esse non vengano a nuocere. Se guardo con maggiore attenzione, però, mi accorgo che, nella stragrande maggioranza dei casi, il problema di fondo è tutto qui: questi personaggi si arrabbiano, criticano, puntano il dito e si scaldano perché si sentono minacciati, perché temono chissà quale pericolo o addirittura perché soffrono, per quello che gli altri sono, pensano o fanno. Soffrono maledettamente e, quasi sempre, fanno la sola cosa che non dovrebbero mai fare: salgono sullo scranno della loro coscienza saldissima, valutano, giudicano, emettono il loro verdetto e poi chiedono l'appoggio degli altri, per avvalorare il loro giudizio, per sentirsi forti della loro intransigenza, d...
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