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Sulla decrescita e sulla sostenibilità

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Continuiamo a scrivere e a dire che la politica internazionale dovrebbe cambiare rotta e aiutarci ad adottare uno stile di vita più sostenibile, ripristinando il primato dell'uomo e della vita sull'economia e sulla finanza, ad esempio e legiferando in modo più equo e lungimirante. Ci scagliamo contro i politici, che indubbiamente hanno le loro colpe, ma purtroppo è un fatto che tutti noi siamo altrettanto responsabili di quanto è accaduto nella storia e di di quello che sta ancora accadendo, perché sono le nostre scelte quotidiane a far si che tutto vada in una certa direzione. La storia siamo noi (attenzione). Il coltello dalla parte del manico ce l'ha la gente, sempre. Chi sta uccidendo il pianeta, lo sta facendo con la nostra complicità, dandoci quello che vogliamo in cambio dei nostri soldi e della nostra dignità, oltre che della sopravvivenza della terra. Ora tocca a noi, dunque. Se aspettiamo che qualcuno dall'alto ci cali l'asso necessario a vincere q...

Sul valore dell'onestà

Credo che questo paese vada a rotoli perché troppe persone considerano l'onestà un valore, ne fanno una questione numerica, si assolvono ogni giorno perché in fondo si sentono molto più oneste di tante altre. Peccato che l'onestà non sia un valore, ma una qualità. Non si può essere più onesti o meno onesti, è una questione di qualità, non di numeri, un on/off nella maggior parte dei casi del tutto irreversibile. Si può essere onesti o disonesti, non ci sono coni d'ombra o condizioni intermedie. E troppe persone sono disoneste prima di tutto con se stesse, non hanno l'onestà intellettuale di confessarsi che alla fine rubare 1 o rubare 1.000 è la stessa identica cosa. Quante ne vedo, di persone così. Gente che si nasconde dietro la fede e la militanza politica, ad esempio, che si millanta democratica, progressista, in certi casi addirittura comunista, ma che invece segue le stesse logiche dei grandi capitalisti e di certi "intrallazzatori" disposti a t...

Maschi Vs. Femmine

"Voi altre non capite un cazzo!" (eco, cavernoso), urlò sprezzante il pene alla vagina, che continuava a sminuirlo. Uscì, gonfio d'orgoglio (si fa per dire), bofonchiando idiozie con gli unici due coglioni disposti ad ascoltarlo...

Qualcuno votava...

Libera interpretazione del famoso brano di Giorgio Gaber, uno che manca parecchio, comunque la si possa pensare. Sempre che si sappia pensare, ovviamente... Qualcuno votava PDL, per fermare i comunisti. (30%) Qualcuno votava PD, per smacchiare il giaguaro. (30%) Qualcuno votava Monti, perché l'Europa lo impone, la finanza lo impone, le banche lo impongono. (10%) Qualcuno votava Grillo, perché "la gente, lo tsunami, la rivoluzione, cazzo!" (25%) Qualcuno votava qualcosa d'altro perché non c’era niente di meglio. (3%) Qualcuno si asteneva, a torto o a ragione, perché il porcellum è la più grande porcheria che la nostra nazione ricordi. A parte Piazza Fontana, la Stazione di Bologna, Ustica, Moro, eccetera eccetera eccetera... (15%) Qualcuno votava sbagliato, scriveva insulti o scarabocchi, ma le fette di mortadella nella scheda non ce le metteva, che c'è la crisi e non si può sprecare... (2%) Qualcuno votava perché aveva bisogno di una spinta verso qualcos...

A pensar male si fa peccato, ma...

"Tutto è compiuto" (Cit. Giov. 19,30). Elezioni 2013 archiviate, risultati in bilico, governabilità incerta. O forse no. Ha vinto Grillo, dicono, che però giura di fare opposizione dura e senza compromessi. Gli altri hanno vinto o hanno perso tutti, ma in fondo poco importa. Quel che importa è che ora "loro" dovranno salvare il paese dal baratro, vero o immaginario che sia, farsi responsabili, evitare la catastrofe e "turarsi il naso", con ogni probabilità governando tutti assieme, perché ci sono molte cose da fare e al voto subito non ci si può andare. Così mi viene in mente che a vincere, nonostante tutto, sia stata ancora la vecchia politica, che in fondo ha raccolto il 60/70% dei voti, se consideriamo "vecchio" anche Monti, che non a caso si è coalizzato con Fini e Casini... loro sì, sconfitti davvero. Almeno Fini, intendo. Perché scrivo questo? Semplice, perché se il mio cattivo pensiero del mattino dovesse in qualche modo realizzarsi...

Sulla questione Giannino e su tutto il resto...

Cosa ci insegna, o dovrebbe insegnarci (una volta di più) il "caso Giannino"? La solita cosa, che ho detto e scritto già centinaia di volte: la vera piaga di questo paese è la sua compulsiva pratica del culto della personalità . Pratica che non ammette controlli preliminari o approfondimenti, ma che punta dritta al carisma del personaggio, salvo poi "cadere dal pero" quando ne vengono smascherati limiti, difetti, pecche di ogni genere. Chiamatela immaturità, chiamatelo forse invece egoismo, incapacità di curare altro che non sia il proprio misero orticello, ma questa piaga ha già dato frutti amarissimi (non soltanto in Italia a dire il vero) da Mussolini a Berlusconi, passando per esempi meno eclatanti e forse meno "invasivi" ma che allo stesso modo ci hanno visto consegnare le chiavi di qualcosa di nostro al "messia" di turno. Strano, però, in un paese in cui la gente fa una fatica immane a offrire a terzi le chiavi di qualcosa che gli appa...

Essere o usare

Le persone esistono per essere amate. Le cose esistono per essere usate. Se c’è tanto caos in questo mondo, è perché le cose vengono amate e le persone vengono usate, come se fossero oggetti. Ma c'è differenza tra un essere umano e una cosa inanimata. Tra un essere vivente e un oggetto senza vita e senza anima. Non sono cose le piante, nonni lo sono gli animali. Non l'acqua, non il fuoco né la terra, che subisce in silenzio le nostre violenze e ci lascia vivere, che di uccidere non è capace. E dunque l'uomo deve oggi scegliere se ricominciare ad essere o se continuare a usare e ad abusare, sperando che la punizione arrivi tardi e sia mite.