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venerdì 23 settembre 2016

Su Roma e sulle (non) Olimpiadi del 2024



Non voto M5S, non amo la politica, non sono schierato con nessuno, talvolta nemmeno con me stesso. Credo però che la questione Olimpiadi sia davvero molto semplice e che un politico come la Raggi, che non mi piace nemmeno un po' e che non avrei votato, non avesse altre scelte se non quella di dire NO.

Molti stanno rovesciando la frittata, ma il discorso è: investire, se e quando e il caso di farlo, significa spendere soldi per creare opere utili ad una città e ad un paese e, lo abbiamo visto troppe volte, la maggior parte di ciò che viene costruito per Olimpiadi, Mondiali ed eventi una tantum resta poi inutilizzato, ammesso che lo sia stato almeno durante l'evento stesso, rappresentando non solo un grande spreco si denaro ma anche un ulteriore ecomostro da sopportare.

Si può fare di meglio? Si può mettere in piedi un evento che vada in una direzione differente? Onestamente non credo, se non cambiamo prima il modello e le premesse, perché queste kermesse viaggiano sui loro binari e non ci si può esimere dal costruire nuovi impianti, nuove strutture e nuove opere, che poi resteranno inevitabilmente inutilizzate, perché eventi di quella portata capitano una volta ogni 50, quando va bene.

Quindi cosa fare? Se vogliamo cambiare davvero, e cambiare dobbiamo, la strada è una sola: dire di NO, opporsi, lasciare che siano altri a sprecare denaro e a creare mostri inutili, perché anche lo sport deve capire che "i bei tempi" sono finiti e che è ora di trovare un modello nuovo, sostenibile, durevole, equo, in grado di far funzionare davvero il sistema e di far rifiorire la nostra civiltà.
In pieno spirito olimpico.

#pensierisparsi