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Quanto guadagni facendo quel che fai?

Guadagni da quello che fai o da quello che sei? La crisi, credo, è tutta e soltanto qui; stiamo passando da un mondo che pagava le nostre...

giovedì 15 ottobre 2015

Il senso della vita..?

"Cogito, ergo sum". Rubo le parole a Cartesio per stravolgerle un po'. Da milioni di anni gli esseri umani, forse non solo loro, si pongono una domanda ben precisa? Qual'è il nostro scopo? Perché siamo su questa terra? Qual'è il senso profondo delle nostre esistenze?

Rubo altre parole a Moby, meno famoso di Cartesio, sicuramente meno eterno: "we are all made of stars". Siamo tutti fatti di stelle, discendiamo tutti dal Big Bang, quel momento antichissimo in cui tutta l'energia dell'universo, concentrata in un unico punto, non ha resistito più alla sua insostenibile perfezione ed è esplosa, scagliando schegge di sé nell'universo e dando vita a tutto.

Era materia pensante, quell'energia? Io credo di sì, ma quella capacità, propria del tutto, non è stata conservata, o forse lo è stata solo in minima parte, nelle schegge sparse in giro per il cosmo, che in miliardi di anni sono state costrette a riorganizzarsi, per riguadagnare spiccioli di quel pensiero e di quella coscienza.

Poi, sulla terra e su chissà quanti altri pianeti, alcuni atomi di quel tutto perduto hanno trovato una strada e si sono evoluti in esseri pensanti, in coscienze vive, in grado di ricostruire quanto era accaduto e di rimettere insieme i pezzi, almeno sul piano teorico e scientifico.

Oggi, credo, siamo vicinissimi ad un traguardo storico: stiamo ridando pensiero e coscienza alla materia, grazie ai progressi dell'intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie, abilitate dalla rete. Stiamo creando macchine in grado di pensare, che per ora emulano i nostri limiti e i nostri difetti, ma che ben presto, probabilmente, sapranno ragionare da sole.

Cosa succederà allora? Era forse questo, il senso della vita dell'uomo e di quel "tornare a Dio" che le religioni ci hanno insegnato? Non è forse possibile immaginare che la nostra intelligenza, il nostro pensiero, la nostra creatività, siano da sempre al servizio di quest'unico obiettivo: ridare pensiero e coscienza alla materia? O forse semplicemente riconoscere che la materia è, per sua stessa natura, pensante e senziente..?

giovedì 8 ottobre 2015

Per avidità e poco altro

È per avidità, che siamo arrivati sin qui. Per avidità, per curiosità, per la voglia di lasciare un segno, di progredire, di innalzarci oltre la natura, oltre la religione, oltre la scienza.

Prima dei soldi le cose andavano più lentamente. Non si azzardava, si condividevano conoscenze e scoperte, ma non c'era motivo di rischiare, perché lasciare una strada sicura per l'ignoto significava poter perdere tutto. E a fronte di cosa?

C'era già la curiosità e, certo, la gente era già avida ed egoista. Ma accumulare oggetti non aveva senso, prima della moneta. È lei che ha spinto in avanti il progresso e che ha dato vita a tutto questo. Nel bene e nel male.

Dopo il denaro, è scritto sui libri di storia, chiunque abbia fatto grandi cose senza monetizzare è morto in disgrazia, senza che nessuno fosse capace di comprendere le sue competenze.

Perché il senso ultimo e unico di questa società è quello di guadagnare. È per il guadagno di qualcuno, che oggi abbiamo tutto quello che ci circonda e che ci aiuta a vivere meglio.

Per illuderci di vivere meglio, accumulando soldi e consumando.