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Quanto guadagni facendo quel che fai?

Guadagni da quello che fai o da quello che sei? La crisi, credo, è tutta e soltanto qui; stiamo passando da un mondo che pagava le nostre...

giovedì 17 settembre 2015

Meritocrazia, dite? Non la vostra, però...

No, sono davvero convinto che la mia idea di meritocrazia non assomigli neanche un po' alla vostra. Vi spiego perché.

Per voi, se ben capisco cosa avete in mente, quando ne scrivete in giro per la rete, il merito consiste nello studiare di più e/o meglio, nel lavorare di più e/o meglio, nell'impegnarsi di più e in "qualcos'altro di più".

Certo, in un mondo ideale questa vostra idea del merito non farebbe una piega, ma nella realtà non funziona e non funzionerà mai. Perché?

Semplice, perché per ottenere di più, che in questo mondo significa quasi esclusivamente guadagnare di più, è molto più semplice, più comodo e più rapido percorrere la strada dell'illecito o addirittura quella del crimine, piuttosto che quella del merito.

Il motivo è imbarazzantemente semplice: in una società capitalistica, tutto si misura in soldi, tutto si può comprare e nessun privilegio o gloria è accessibile solamente per merito. Così accade che, nel mondo reale, per ognuno che arriva ai gradini più alti della società per puro merito, ce ne siano almeno nove che ci sono arrivati in modo irregolare, o addirittura illecito. È fisiologico e del tutto inevitabile.

Una società che misura ogni cosa attraverso i soldi, non può che generare corruzione, ingiustizia, collusione e ogni tipo di violenza e prevaricazione. I soldi non sono la causa di questo, in quanto strumento ma, come in tutte le cose, quando si finisce per elevare ad unica divinità uno strumento, esso si trasforma in un pericolo enorme, che prima o poi spazzerà via i suoi adoratori.

Qual'è la mia idea di merito, dunque? Credo, e spero, che in futuro avremo sempre più esempi di gente che si rifiuta di entrare nell'ascensore sociale e che dimostrerà, con i fatti, di seguire altre strade, meno legate ai soldi e più alla realizzazione, non soltanto personale, ma di gruppo.

Credo che la società cambierà profondamente e che tutta questa rincorsa verso il Dio denaro non potrà continuare in eterno. Il sistema collasserà, ne sono convinto. E quando collasserà non ci saranno titoli e meriti che tengano, se non quelli della solidarietà e dell'umanità. Estote parati...

martedì 15 settembre 2015

Aperitivo Pop Berlucchi: io ci vado e voi?

Svelati i tre assaggi che lo chef Davide Oldani preparerà alla Guido Berlucchi per l’Aperitivo Pop di sabato 19 e domenica 20 in occasione del Festival Franciacorta 2015.

Bignè allo zafferano, erborinato, composta di fichi e semi tostati incontreranno Berlucchi ’61 Brut. “Un assaggio classico per un Franciacorta equilibrato e di carattere: un incontro tra simili”, dice lo chef. Si continua con il centrifugato di verdufrutta, stracciatela e fave di cacao, che sposa le morbide sensazioni di Berlucchi ’61 Satèn. “Un abbinamento che coniuga la delicata consistenza del centrifugato alla setosa matericità di questa tipologia di Franciacorta”, continua Oldani.

Per Berlucchi ’61 Rosé lo chef ha invece pensato a pasta di salame, panella di ceci, tamarindo e olive croccanti. “Il salame richiede un Franciacorta dal gusto rotondo, persistente come questo Rosé; il rimando qui non è però solo gustativo, ma anche cromatico”. Davide Oldani ama molto la “bollicina”, è il vino che più lo rappresenta: “Lo trovo in perfetta sintonia con il mio modo di vedere il bere: suscita allegria e sa coinvolgere sia l’olfatto che il gusto, “movimentando” intanto il palato con la sua texture. E poi il Franciacorta è un prodotto italiano…”.

Per Cristina Ziliani, responsabile della comunicazione Guido Berlucchi e ideatrice dell’evento, “avviciniamo il pubblico al Franciacorta attraverso l’incontro con lo stile fresco e autentico di un grande interprete della cucina italiana contemporanea”. Uno stile che ben si coniuga ai Berlucchi ’61, i Franciacorta dal look deliziosamente retrò e dall’insostituibile piacevolezza gustativa.