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Quanto guadagni facendo quel che fai?

Guadagni da quello che fai o da quello che sei? La crisi, credo, è tutta e soltanto qui; stiamo passando da un mondo che pagava le nostre...

martedì 26 febbraio 2013

Qualcuno votava...


Libera interpretazione del famoso brano di Giorgio Gaber, uno che manca parecchio, comunque la si possa pensare. Sempre che si sappia pensare, ovviamente...

Qualcuno votava PDL, per fermare i comunisti. (30%)
Qualcuno votava PD, per smacchiare il giaguaro. (30%)
Qualcuno votava Monti, perché l'Europa lo impone, la finanza lo impone, le banche lo impongono. (10%)
Qualcuno votava Grillo, perché "la gente, lo tsunami, la rivoluzione, cazzo!" (25%)
Qualcuno votava qualcosa d'altro perché non c’era niente di meglio. (3%)
Qualcuno si asteneva, a torto o a ragione, perché il porcellum è la più grande porcheria che la nostra nazione ricordi. A parte Piazza Fontana, la Stazione di Bologna, Ustica, Moro, eccetera eccetera eccetera... (15%)
Qualcuno votava sbagliato, scriveva insulti o scarabocchi, ma le fette di mortadella nella scheda non ce le metteva, che c'è la crisi e non si può sprecare... (2%)
Qualcuno votava perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno... (0%, o giù di lì...)
E ora? Ora con ogni probabilità ce li ritroveremo tutti assieme, a fare quello che vogliono dall'alto del loro bel 70%, con una opposizione fatta di gente onesta, idealista, inesperta, che di sicuro non potrà fermarli...

A queste 4/5 italie auguro comunque tanta fortuna, nonostante tutto, che ne avranno di sicuro un gran bisogno, porca di quella miseria!

Ciao Signor G...

A pensar male si fa peccato, ma...

"Tutto è compiuto" (Cit. Giov. 19,30). Elezioni 2013 archiviate, risultati in bilico, governabilità incerta. O forse no. Ha vinto Grillo, dicono, che però giura di fare opposizione dura e senza compromessi. Gli altri hanno vinto o hanno perso tutti, ma in fondo poco importa.

Quel che importa è che ora "loro" dovranno salvare il paese dal baratro, vero o immaginario che sia, farsi responsabili, evitare la catastrofe e "turarsi il naso", con ogni probabilità governando tutti assieme, perché ci sono molte cose da fare e al voto subito non ci si può andare.

Così mi viene in mente che a vincere, nonostante tutto, sia stata ancora la vecchia politica, che in fondo ha raccolto il 60/70% dei voti, se consideriamo "vecchio" anche Monti, che non a caso si è coalizzato con Fini e Casini... loro sì, sconfitti davvero. Almeno Fini, intendo.

Perché scrivo questo? Semplice, perché se il mio cattivo pensiero del mattino dovesse in qualche modo realizzarsi, la vecchia politica è davanti all'ennesima grande occasione: fare un bell'inciucio, che potrebbe tranquillamente chiamarsi "coalizione di responsabilità nazionale", dividersi poltrone, potere e incarichi e... eleggersi il nuovo Presidente della Repubblica (magari Casini?), oltre che farsi un'altra "bella" legge elettorale su misura. E molto di più, ovviamente, se dovessero pensare di andare avanti per qualche anno... 5 magari.

A perdere è ancora una volta l'Italia, ovviamente, ma questo poco importa. Se lo scenario è questo avremo voglia a dire che si sono giocati la faccia e che non li voteremo più. E' gente vecchia, dopo questi 5 anni nessuno di loro (di quelli che contano, intendo) avrà più bisogno di una faccia da ricandidare e ci lasceranno un paese in uno stato di assoluta devastazione.

Sono troppo pessimista? Forse, ma a pensar male, si sa, si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. La frase è di un "giaguaro" storico, uno che ha governato l'Italia fino alla fine e che incredibilmente è ancora lì, in Senato, a ridere di noi e della nostra beata ingenuità.

#elezioni2012 a pensar male si fa peccato, ma... talvolta si smacchiano i giaguari. Talvolta... http://bit.ly/Xcctz1 via @Cla_Gagliardini TWITTALO>>

venerdì 22 febbraio 2013

Sulla questione Giannino e su tutto il resto...

Cosa ci insegna, o dovrebbe insegnarci (una volta di più) il "caso Giannino"? La solita cosa, che ho detto e scritto già centinaia di volte: la vera piaga di questo paese è la sua compulsiva pratica del culto della personalità. Pratica che non ammette controlli preliminari o approfondimenti, ma che punta dritta al carisma del personaggio, salvo poi "cadere dal pero" quando ne vengono smascherati limiti, difetti, pecche di ogni genere.

Chiamatela immaturità, chiamatelo forse invece egoismo, incapacità di curare altro che non sia il proprio misero orticello, ma questa piaga ha già dato frutti amarissimi (non soltanto in Italia a dire il vero) da Mussolini a Berlusconi, passando per esempi meno eclatanti e forse meno "invasivi" ma che allo stesso modo ci hanno visto consegnare le chiavi di qualcosa di nostro al "messia" di turno.

Strano, però, in un paese in cui la gente fa una fatica immane a offrire a terzi le chiavi di qualcosa che gli appartiene. Gli italiani la propria macchina non la lasciano guidare a nessuno, la propria casa non la prestano neppure quando sono in ferie per mesi, i propri oggetti se li tengono ben stretti e guai a chi li tocca.

Con il proprio paese invece sono molto più accomodanti. Di volta in volta trovano un bel "salvatore della patria" e gli mettono in mano il proprio destino, salvo poi impiccarlo a testa in giù se questi non ha saputo fare i miracoli che da lui si aspettavano.

Eccoci qui, dunque, a puntare di nuovo sul leader carismatico, su "quello che ne sa", su "quello che ha i numeri"; solo che stavolta di messia ce ne sono troppi, dallo zombie Berlusconi al guitto Grillo, passando per l'uomo dell'Europa Monti, per Ingroia, etc. Solo il PD sembra aver momentaneamente accantonato il suo messia Renzi, ma ovunque si parla di liste e di coalizioni ma si punta comunque sui personaggi, sui nomi.

Perché? Probabilmente perché è parecchio facile, puntare su una persona e togliersi tutti i pensieri, pronti a prenderlo a calci appena sbaglia. Peccato che questo poi non avvenga, o succeda soltanto dopo l'irreparabile, come nel caso di Mussolini. Altre volte, invece, basta qualche "sottigliezza" per buttare dalla torre il "falso profeta", come sembra essere avvenuto con Giannino (che comunque resta candidato premier e se dovesse mai vincere ci sarebbe da ridere).

Lo ribadisco e chiudo; il caso Giannino è il massimo esempio della follia di questo paese, di come una persona carismatica e capace di interloquire a livelli che non sono i suoi "di diritto o per titolo", possa scalare la società fino ad arrivare a un passo dalle massime cariche dello stato, passando per incarichi prestigiosi, aule universitarie, dibattiti, forum, master... quelli in cui lui ha soltanto insegnato, però, senza mai averne fatto uno da studente.

Dico la mia, però. A me dei suoi titoli e del fatto che insegni o che scriva senza aver imparato in una scuola prestigiosa non me ne importa davvero niente. I suoi titoli non sono scritti su carta, ma sugellati dall'esperienza e tanto mi basta. Le menzogne sono un'altra cosa, però. Menzogne che lui sta giustamente scontando, ma che, mi sembra evidente, debbono pesare non soltanto su di lui, ma (forse ancor più) su tutti quelli che negli anni gli hanno dato credito e, soprattutto, sul movimento che lo ha candidato premier senza neppure fare quel minimo di "indagini" che avrebbero permesso di porselo prima, questo problema o almeno di sapere da subito che si sarebbe potuto presentare.

Perché in politica funziona così, signori. O sei marcio fino al midollo, pieno di cause, processi e pendenze, che ovviamente attribuisci a un complotto politico, con la gente che prende le tue parti e ti assurge al ruolo di perseguitato, oppure, se le tue colpe sono piccole, quasi veniali, vieni messo in croce all'istante, senza appello e senza via di scampo, che ai politici piace interloquire inter pares, sempre.

Ecco perché alla politica io non ci credo più. Ecco perché la salvezza di questo paese non passa attraverso un partito e, tanto meno, attraverso una persona. Se vogliamo uscirne ce la dobbiamo fare da soli, cambiando la nostra prospettiva, il nostro modo di vivere, le nostre aspettative. Questa crisi è sistemica e non ne usciremo se non adottando, tutti e ciascuno, uno stile di vita più sostenibile, iniziando a spendere bene i nostri soldi, dando fiducia alle attività locali, agli artigiani, alle piccole imprese che fanno del "kilometro zero" e della sostenibilità la loro bandiera.

TOCCA A NOI, mettiamocelo in testa e basta coi falsi profeti, coi predicatori, con la fede cieca e semplicistica, che la politica non ha mai salvato e mai salverà nessuno, se non se stessa e gli interessi che rappresenta.

martedì 19 febbraio 2013

Essere o usare

Le persone esistono per essere amate.

Le cose esistono per essere usate.

Se c’è tanto caos in questo mondo, è perché le cose vengono amate e le persone vengono usate, come se fossero oggetti.

Ma c'è differenza tra un essere umano e una cosa inanimata. Tra un essere vivente e un oggetto senza vita e senza anima.

Non sono cose le piante, nonni lo sono gli animali. Non l'acqua, non il fuoco né la terra, che subisce in silenzio le nostre violenze e ci lascia vivere, che di uccidere non è capace.

E dunque l'uomo deve oggi scegliere se ricominciare ad essere o se continuare a usare e ad abusare, sperando che la punizione arrivi tardi e sia mite.

lunedì 4 febbraio 2013

Vecchio a chi?!?



La verità è che non invecchiamo mai, davvero. E' il nostro corpo che invecchia, condizionando anche il nostro spirito, dandoci la sgradevole consapevolezza del peso di ciascuno dei nostri anni, ma l'anima non invecchia mai.

Basta ascoltare una canzone che ci faceva impazzire a 20 anni per rendercene conto, è sufficiente un'emozione, un déjà vu, uno di quei momenti in cui torni indietro nel tempo e ti rendi conto che il tuo corpo ti sta ingannando, costringendoti a sentirti e a comportarti da "uno della tua età" e che tutto quello che hai fatto prima sia poco più che qualche cazzata da pischello.

Non credete mai al vostro corpo, né in gioventù, quando vi promette cose che non potrà mantenere, né in vecchiaia, quando si permette il lusso di prendervi in giro per avergli creduto e cerca di farvi sentire dei vecchi ridicoli, che si sforzano di dimenarsi come facevano da ragazzi, sulle note di una di quelle canzoni che può dartela davvero, l'immortalità!

venerdì 1 febbraio 2013

La vita è un sogno o...

Premessa doverosa: da un paio di giorni ho l'influenza e di notte mi sale la febbre. È solo così che si può spiegare un sogno come questo, spero...

Comunque, il sogno che ho fatto stanotte è il seguente, ma tenetevi alle sedie perché è di quelli forti, con scene sconsigliate ai minori non accompagnati.

Io, che detesto gli aerei e che non ho mai votato PD in vita mia (più che altro è da una vita che non voto), accetto di accompagnare Bersani e una delegazione di canuti ceramisti in Guatemala, per uno scambio culturale dal sapore guareschiano.

Le folle ci attendono festanti ed incomprensibilmente eccitate, ma al momento dell'inizio della dimostrazione, quando tutti i decrepiti hobbisti sono seduti su sedie da regista, di fronte al porto, lo staff di Bersani si accorge di aver dimenticato i panetti di creta in albergo e...

... a prenderli ci va Bersani in persona, che torna dopo pochi minuti trafelato e sudato marcio, ma ricolmo di entusiasmo per la situazione.

A completare questo inno alla follia, al ritorno in albergo il Pierluigi dota l'intero delegazione di triangolini di carta colorata sui quali ciascuno scriverà le sue emozioni e un saluto ai propri cari, in ricordo di cotanta missione.

Nel mentre scrivevo, grazie all'onnipotente la sveglia ha suonato le 7 di un ennesimo venerdì di paura, in cui nulla di peggio potrà comunque accadermi, spero. Nel dubbio evito di accorciare la strada verso il lavoro passando da Arcore...